Italiano
     
 
 
 
 
Home --> Chi Siamo --> Storia
 
     
 

Omelia della Messa in occasione del 40° anniversario di fondazione del Centro Kennedy e del 25° de “I quaderni del Ticino”.

Il centro era nato nel 1966, preceduto da incontri casuali e sporadici di giovani oratoriani.

Tali incontri erano determinati dai cambiamenti degli Anni 60, che hanno visto l’evolversi della situazione dopo i tempi della guerra fredda nella coesistenza competitiva, grazie alla buona volontà di alcuni personaggi di straordinaria grandezza, anche su piani e ruoli differenti. Non possiamo dimenticare fra questi J.F. Kennedy, Nikita Crushev e Papa Giovanni XXIII°.

Si aveva la sensazione comune che qualche cosa era cambiato e stava per iniziare un importante nuovo periodo della storia dell’umanità.

Ma come interpretare questo nuovo evento in Italia e nel proprio paese?

Bisognava avere una sede, con riunioni periodiche per confrontarsi con le diverse opinioni, imparare a leggere e a interpretare i fatti, consultare la stampa ecc.

Il progetto prese corpo grazie a quell’indimenticabile giovane, leader del gruppo, Eugenio Cucchi che, con il suo entusiasmo e la sua voglia di apportare qualcosa di nuovo all’ambiente, diede vita al Centro, di cui, fino alla sua prematura morte, fu animatore convinto e tenace.

E’ così che nacque nel 1966 il Centro Kennedy.

Più tardi però si sentì anche forte il bisogno di affidare le opinioni e i fatti locali alla stampa e fu così che nel 1981 nacquero “I Quaderni del Ticino”.

I tempi corrono veloci e c’è tutto un evolversi del mondo della politica, (specie dopo il 68), della cultura, dello studio, del lavoro, e persino della vita religiosa.

Chi, come me e molti di voi, ha una certa età, corre il rischio di sentirsi avulso da questo nuovo tipo di società….

Ma non bisogna invecchiare nell’animo, nella mente e nel cuore; bisogna invece cercare di vedere e accettare i lati positivi di questa evoluzione, rifiutando quelli negativi.

Magari con un po’ di fatica bisogna invece rimboccarsi le maniche e stare dentro la corsa, non per criticare o ostacolare, ma per dare un impulso nuovo e positivo alle situazioni che vengono alla ribalta nel tempo e nella storia.

A questo punto dobbiamo porci delle domande!

La prima: E’ necessario fare politica oggi?

Nonostante il caos politico che regna oggi a livello nazionale e internazionale, dobbiamo rispondere “Sì” e un sì ben convinto. Perché la “Politica” è l’Arte di amministrare la vita di ogni singolo uomo, ma ancor più la vita delle Comunità o Collettività, considerando tali, la Città, la Regione, lo Stato, l’Europa, i Continenti, il Mondo.

La Politica, in parole povere, deve preoccuparsi di dare a tutti gli uomini un posto e una vita dignitosa, salvaguardando insieme i diritti fondamentali di ogni persona e di tutte le persone. (A. Comastri)

Seconda domanda: Ma che cos’è la Politica?

Mi rifaccio a una celebre e coraggiosa affermazione di Giorgio La Pira: “La Politica è l’attività religiosa più alta dopo quella dell’unione con Dio, perché la Politica è la guida dei popoli e una responsabilità immensa; è severissimo e durissimo servizio che una persona si assume”.

Dobbiamo dunque recuperare questa sensibilità politica; dobbiamo uscire dalle paludi vischiose degli interessi, personali e di gruppo; dobbiamo riportare dentro la politica una carica ideale che essa ha smarrito.

Terza domanda: Quale Politica?

Innanzitutto quella che rispetta la vita dal momento del concepimento fino alla morte, con tutte le fasi intermedie tra questi due estremi, secondo le stagioni dell’età.

Ma anche una politica che difenda la libertà dell’uomo, la tutela della famiglia, la promozione di una  Polis umana e fraterna.

Ma torniamo a noi e al motivo delle due celebrazioni che vogliono aiutarci a pensare e a riflettere sulla utilità di crescere nella vita, nell’anima della vera politica.

Mi è piaciuto sapere che il vostro centro non vuole essere solo un pensatoio al servizio di un partito, ma luogo di incontro tra persone serie, desiderose di leggere “i segni dei tempi” e di ricercare soluzioni a problematiche esistenziali per il bene della città e del mondo politico in generale.

Sostenete questo luogo di confronto e di riflessione. Invitate tutti a partecipare, soprattutto i giovani che sono il futuro della nostra società.

Siate forti e resistete alla tentazione di “sfruttare” le persone per asservirle a voi stessi o a qualche partito di preferenza. Certo, è necessario che poi dalla logica della grammatica si passi alla pratica, alla programmazione e alla esecuzione ma pur nel mutare dei tempi e delle circostanze, se vi impegnerete a partire dalle sane tradizioni del vostro paese, confrontandole con le esigenze attuali, farete un’opera grande e meritoria e assicurerete un futuro prospero e realizzante alle future generazioni.

Auguri per il vostro Centro e per i Quaderni del Ticino. Siate una luce nella vostra città, una luce che aiuti a rischiarare la strada della nostra società.

Don Giuseppe Locatelli

Magenta, 16 dicembre 2006

 
     
     
  ISSN 2038-2545 per la versione elettronica dei Quaderni del Ticino
ISSN 2038-2537 per la versione cartacea dei Quaderni del Ticino
Vicolo C. Colombo 4
20013 Magenta, MI
tel./fax 029792234
c. fisc. e p. iva 11847200158
c.c. postale 14916209